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Fabrice Olivier Dubosc presenta Approdi e naufragi. Resistenza culturale e lavoro del lutto. Tracce per una psicologia post-coloniale.

Fabrice Olivier Dubosc – Approdi e naufragi

Fabrice Olivier Dubosc presenta Approdi e naufragi. Resistenza culturale e lavoro del lutto. Tracce per una psicologia post-coloniale.

Giovedì 1 Marzo ore 18:30
Location: Centro Milanese Terapia della Famiglia – Via Leopardi, 19 – 20123 – Milano

Negli ultimi anni, i ripetuti naufragi al largo delle coste siciliane e in particolare a Lampedusa hanno messo in luce che le ‘carrette’ che trasportano migranti e rifugiati sono solo l’ultimo anello di rotte e esodi complessi. Rotte che collegano i campi di transito e la prigionia nel deserto, i morti in mare e le geopolitiche delle grandi potenze, le utopie deluse riemerse in forma patologica e l’aspirazione che i figli siano cittadini del mondo. Vicende che ne incontrano altre che dal passato ci parlano.

Nel XVII secolo, Nostra Signora di Lampedusa era migrata dalla Sicilia spagnola al Brasile insieme ad altre icone creolizzate adottate dalle confraternite di schiavi. Il compito di queste irmandades era di garantire una buona sepoltura ai loro membri e questo è diventato il pre-testo per esplorare il rapporto tra elaborazione del lutto e resistenza culturale da varie prospettive: filosofiche, antropologiche, psicoanalitiche. Rivendicare che una vita è degna di lutto è testamento dell’aspirazione a una vita degna di essere vissuta. Il naufragio in questione è anche quello della coscienza europea, tentata dalle passioni tristi del risentimento, dell’astio e della reazione immunitaria ad ogni alterità.Da questo punto di vista, il lavoro di chi tenta in più parti del mondo di onorare i morti elaborando i lutti e i traumi storici con un «sovrappiù di vita» risuona con le intuizioni della psicoanalisi e della psicologia analitica come con quelle della teologia della liberazione, del pensiero post-coloniale e della differenza.

Fabrice Olivier Dubosc si è formato come psicologo analista. È membro del comitato scientifico e docente per la Scuola di psicoterapia etno-sistemico-narrativa di Roma. Oltre alla attività clinica si occupa di formazione e supervisione in diversi progetti e istituzioni su tematiche legate alle pratiche interculturali (Sprar, OIM, progetto di ricerca ‘Bodies Across Borders’ dell’Istituto Universitario di Firenze). Si interroga oggi sulla clinica della crisi e sulle sue possibili declinazioni psico-socio-ecologiche. Sulla questione migrante e sulla clinica interculturale ha pubblicato sei libri tra cui Quel che resta del mondo – psiche, nuda vita e questione migrante (Ma.Gi., 2011), Approdi e Naufragi – resistenza culturale e lavoro del lutto (Moretti e Vitali 2016) e – con Nijmi Edres – Piccolo Lessico del Grande Esodo (Minimum Fax 2017).

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