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Insegnanti alle prese con ragazzi e ragazze con differenti esigenze

Insegnanti alle prese con ragazzi e ragazze con differenti esigenze

Gestione delle diversità nella scuola. Spunti per insegnanti

Chi insegna chi apprende?

Contesti e relazioni: mappe per orientarsi gestire le differenze nella classe.

L’approccio del counselling sistemico relazionale.

Il counselling  nella scuola utilizza l’ascolto le domande e aiuta gli insegnanti a vedere le cose ed i ragazzi da punti di vista diversi, li aiuta ad ipotizzare nuove soluzioni a inserire la variabile tempo, che toglie l’ansia, infine attraverso la supervisione fornisce una  formazione sul campo dell’esperienza.

Una delle cose fondamentali per l’apprendimento è la relazione allievo insegnante: chi insegna e chi apprende?  Entrambi insieme si apprende: gli insegnanti imparano ad essere insegnanti perché agiscono e reagiscono  con gli allievi ed essi imparano come essere allievi dai loro insegnanti.

Oggi gli allievi appaiono sempre più diversi tra loro, per cultura,  possibilità, problematiche, caratteristiche e diagnosi sempre più diversificate.

Occorre costruire relazioni educative diverse con ciascuno utilizzando e sviluppando le personali risorse di insegnante: chi ha scelto questa professione ha già le doti e la possibilità per fare osservazione in classe ed individuare ed utilizzare le differenze tra gli allievi come ricchezza.

Si impara per differenza, ci si conosce per differenza nel costante incontro confronto con chi ci circonda: la scuola italiana richiede che si raggiunga una media che a volte può indurre a cancellare le diversità per rendere più uniforme la scuola. Non è la differenza che crea problemi, ciò che crea problemi è omologare le differenze.

Interagire con umiltà e competenza con gli allievi permette loro inoltre di conoscere sé stessi e sviluppare la loro capacità, di esporre le loro difficoltà e sentendosi autorizzati a fare errori e ragionare su questi, ad aiutare i suoi insegnanti ad aiutarlo.

Anche la valutazione all’interno della relazione con gli allievi diventa utile quando non è giudicante, ma aiuta a capire il punto e a progettare il futuro.

Quando tutto è più difficile perché le emozioni che circolano sono rabbia, scoraggiamento, opposizione…è possibile cercare di usare queste stesse emozioni per farsi e fare delle domande: le emozioni che allievi ed insegnanti provano sono le stesse, ma le spiegazioni date in un rapporto di sincero interesse possono sciogliere nodi e creare anche piccole opportunità di cambiamento.

A volte per fare questo occorre di più togliere gli ostacoli, usare le proprie utili premesse in modo differente, integrare le informazioni che derivano dalle proprie osservazioni, da quelle della famiglia ed anche dall’allievo. Integrare e non competere sulle informazioni.

Un’ultima cosa tenere presente il contesto e le interazioni nel gruppo classe, come agiscono sul singolo e come il singolo agisce sulla classe, sia esso allievo o insegnante. Il comportamento insegna più delle parole, osservare il proprio comportamento e lasciarsi osservare arricchisce e fa continuamente crescere come insegnanti ed appassionarsi sia al proprio lavoro che alla crescita dei ragazzi.

Anche piccoli passi, a ciascuno il suo differente, verso un obiettivo, differente per ciascuno, ma condiviso con un allievo, danno una vera soddisfazione: riconoscersi competenti fa bene a tutti.

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