https://www.counselling-mediazione.it/testimonianze-allievi/

Testimonianze

Testimonianze Allievi Counselling

Testimonianza Corso Counselling

07

Nov2018
Non esiste ordine senza disordine e il counsellor è il professionista del disordine. Deve imparare ad organizzarlo, a ristrutturarlo, a dargli un significato, nella consapevolezza dell’impossibilità del ripristino del ‘vecchio ordine’. Abbiamo riflettuto sulla stabilità del cambiamento e abbiamo rivisto alcuni punti cardine dell’approccio sistemico anche attraverso il confronto con altre metodologie.   Annachiara
7 novembre 2018Redazione
Testimonianza Corso Counselling

15

Ott2018
La giornata è stata utile al fine di ripensarci nei nostri contesti lavorativi come risorse nell'applicazione delle abilità apprese fino ad ora, punto cruciale per un autoanalisi della nostra messa in gioco e ulteriore spinta verso il miglioramento Chiara
15 ottobre 2018Redazione
Testimonianza Corso Counselling

02

Ott2018
Oggi abbiamo approfondito/riflettuto sul tempo. Si è parlato del tempo come tecnica, come limite che non ci deve sopraffare e come silenzio. Sopratutto abbiamo appreso che il tempo non dobbiamo pretenderlo, ma dobbiamo donarlo e rispettarlo per il bene del cliente e solo così facendo potremmo avere dei buoni risultati. Tempo al tempo Marika
2 ottobre 2018Redazione
Lorenzo

18

Set2018
"Al rientro dalla pausa estiva abbiamo trovato ad attenderci Alessandra Doneda e una lezione dedicata a riformulazione e ristrutturazione. Tramite l'uso di esercizi di gruppo e video di esempio, abbiamo appreso la potenza di queste tecniche che permettono l'apertura di possibilità e scenari fornendo nuovi significati alle storie raccontate. Un grande grazie ad Alessandra!!" Lorenzo (1° anno counselling)
18 settembre 2018Redazione
Testimonianza Corso Counselling

29

Mag2018
In questi anni abbiamo affrontato tanti temi interessanti e alla fine del terzo anno non poteva mancare quello dell’invio; tutti prima o poi ci troveremo a doverlo fare. Ed ecco quindi affrontato questo argomento che se all'apparenza sembra facile nella pratica poi non lo è. Bisogna trovare il modo con cui rivolgersi al cliente, le parole giuste, quelle che non fanno sentire il cliente “scaricato” ma accompagnato verso un altro professionista. Affrontare anche il distacco da entrambe le parti sapendo di affidarlo ad una persona che noi riteniamo che lo possa aiutare a trovare ulteriori risorse per risolvere il suo problema. È importante per noi avere quindi una buona rete di professionisti di cui aver fiducia e trovare una buona condivisione con il cliente, una sua consapevolezza che è il momento giusto per un invio. C’è poi il timing: un tempo giusto per comunicare la nostra scelta, un processo che avviene nei vari incontri. Grazie ad Edoardo Carnevale Schianca per lo stimolo che ci ha dato nel cogliere le emozioni che possono nascere dal distacco. Barbara (3° anno counselling)
29 maggio 2018Redazione
Testimonianza Corso Counselling

29

Mag2018
Raccontiamo un caso e con esso le nostre incertezze, difficoltà, i possibili pregiudizi, le emozioni che abbiamo provato. Poi, grazie alla discussione di gruppo, è come se ci dotassimo di uno sguardo più ampio e di un ascolto più attento e ricettivo e l’esperienza portata si apre a nuove ipotesi e si arricchisce di altre visioni e spunti di lavoro che diverranno pratica futura. Mentre se ne parla insieme, percepiamo anche la strada fatta, il punto in cui siamo del nostro percorso formativo ed è un’importante occasione di consapevolezza. Susanna (3 anno counselling)
29 maggio 2018Redazione
Testimonianza Corso Counselling

28

Mag2018
".. fissavo quella luce all'orizzonte. Se pur tenue era diventata la mia guida.. la mia bussola. .. navigavo l'incertezza e quel lumino era tutto ciò che avevo. La mia stella polare! ... Per poi scoprire che era una lucciola... Il viaggio era giunto al "termine".. o almeno quel viaggio! Quella lucciola mi aveva guidato sin lì!" Marco (2 anno counselling)
28 maggio 2018Redazione
Testimonianza Corso Counselling

15

Mag2018
Seguire la lezione con la Dott.ssa Caiani è servito a rimettere a fuoco tanti concetti, teorie e pratiche che in questi mesi abbiamo affrontato. Siamo riusciti a tirare le fila di una trama molto complessa e lontana da quanto siamo abituati a vivere ogni giorno, ma che ci apre a nuovi possibili mondi, soluzioni e ipotesi, da mettere in pratica. Con l’augurio di poter sperimentarci come counsellor da ora in poi. Grazie, come sempre! Marta
15 maggio 2018Redazione
Testimonianza Corso Counselling

20

Apr2018
Mi sono sentita come una naufraga (persa, in mancanza di punti fermi) viva (piena di speranza e aspettative) in un mare d’emozioni, correnti positive e negative che mi cullavano più o meno bruscamente, rispondendo e no alle mie aspettative e che mi portavano verso un porto dove riprendermi, recuperare le forze e valutare le prossime mosse verso la mia terra promessa o le mie terre promesse. Grazie. Manuela
20 aprile 2018Redazione
Testimonianza Corso Counselling

20

Apr2018
Una lezione appassionante per i contenuti e per avermi avvicinato a degli strumenti concreti nell'esplorazione del counsellor rispetto alla narrazione del cliente. Sei principi fondamentali attraverso i quali il counsellor - professionista del disordine - diventa facilitatore del cambiamento da un ordine precedente che si è rotto verso un nuovo ordine. Passando per un'autentica accoglienza della fatica che il cliente vive, il counsellor aiuta la persona nel qui e ora a diventare più forte, a trovare lo slancio energetico verso un nuovo futuro. Entusiasmante! Antonella
20 aprile 2018Redazione
Testimonianza Corso Counselling

11

Apr2018
Pensare in modo plurale ci aiuta ad aprirci ad un mondo di possibilità, niente più è statico, è tutto in continuo movimento. Lucrezia
11 aprile 2018Redazione
Testimonianza Corso Counselling

02

Mar2018
Molto interessante e significativa la metafora utilizzata da Marco per definire la simulata di gruppo che ha caratterizzato l’incontro di sabato 24 febbraio. Il counsellor è come una guida alpina che si fa carico di accompagnare l’intero gruppo durante l’ascesa fino a condurlo alla meta. Quali sono le condizioni affinché si arrivi in cima senza difficoltà? Occorre innanzitutto che il gruppo riponga fiducia verso chi lo conduce, ne accetti il ruolo, le regole, e la metodologia. Dal canto suo il counsellor stabilisce una relazione con il gruppo, fatta di rispetto, di ascolto, di attenzione rivolta ad ogni singolo partecipante. Il counselor si porrà come facilitatore e quindi   interpella, esorta, stimola,  tiene il timone per tutta la durata del percorso. E mentre il gruppo cresce, cresce anche il counselor in un rapporto generativo  che soddisfa bisogni individuali, offre un contesto in cui sentirsi riconosciuti e la possibilità di sentirsi riconosciuti e valorizzati. Giovanna
2 marzo 2018Redazione
Testimonianza Corso Counselling

26

Feb2018
Ho trovato molto produttivo prendere in considerazione questo aspetto determinante nella conduzione del colloquio di counselling. Di cosa sto parlando? Delle emozioni del counsellor. Questo mi induce a prestare particolare attenzione al ruolo del counsellor, visto come sistema osservante che incide nella relazione e concorre ad alimentare la ricerca di un nuovo equilibrio. Nel corso della giornata è parso evidente quanto le funzioni emotive riescano a pilotare gran parte del processo comunicativo, con il rischio, sempre in agguato, di lasciarsi condurre dai pregiudizi personali. Fare attenzione alle proprie emozioni è un elemento importante per la riuscita del colloquio. Alberto
26 febbraio 2018Redazione
Testimonianza Corso Counselling

16

Feb2018
Con Edoardo Carnevale Schianca ci siamo addentrati nel tema dell'ascolto focalizzando poi l'attenzione sui miti familiari che ci governano. Inevitabilmente questo argomento in molti di noi ha fatto vibrare corde del vissuto personale. Edoardo ha saputo gestire queste nostre derive con professionalità ed ironia. Saper ascoltare i messaggi verbali, così come i segnali del linguaggio non verbale, è una competenza fondamentale del Counsellor e abbiamo potuto verificarne l'efficacia nel corso di una simulazione di colloquio. Ad ogni passo, ad ogni lezione, mi rendo conto di quanto sia difficile e al tempo stesso affascinante questo mestiere, anche se lavora su tematiche di vita concrete. Ogni incontro si porta dietro una scia di entusiasmo e gratitudine verso il CMTF e i Docenti.
16 febbraio 2018Redazione
Testimonianza Corso Counselling

30

Gen2018
La lezione dedicata alla supervisione di casi di tirocinio è densa di emozioni e di contenuti. Ciascuno porta una storia per la quale ha già speso parole, fatica e impegno e nel momento in cui la condivide in un ambiente protetto e con persone care, sente di potersi concedere un tempo nel quale affidare la storia a qualcuno che veramente desidera ascoltarla con interesse sincero. È un po’ come tenere tra le braccia un neonato che piange, si prova di tutto per cercare di calmarlo ma poi si arriva ad un certo punto stanchi e sfiduciati e non si sa più cosa fare. Poi arriva qualcuno che si offre di prenderlo in braccio concedendoci una sorta di tregua, di respiro durante il quale ci si ritrova ad osservare quel neonato da un altro punto di vista e ci si accorge che ha smesso di piangere, semplicemente perché ha cambiato braccia per un momento. Certo il neonato è tuo e nessun altro può sostituirti nella responsabilità della sua crescita, però che bello quel momento in cui qualcuno ti ha offerto il suo aiuto anche solo per un istante. Quanti pensieri, quanta ricchezza hai raccolto in quel tratto di strada. La supervisione è anche questo. Giovanna
30 gennaio 2018Redazione
Testimonianza Corso Counselling

25

Gen2018
Terzo anno, secondo incontro: tanto entusiasmo nell'andare avanti, un po' di ansia nell'intravedere la "fine"... Trovo la giornata particolarmente interessante, in quanto ci viene proposto un esercizio a mio parere utilissimo, la ristrutturazione del profilo. Fin dall'inizio della nostra formazione, abbiamo appreso che, nei confronti del cliente, esaltare le positività è fondamentale; sperimentare direttamente sulla base di quanto ognuno scrive di se stesso é una nuova "sfida". Mi si apre una porta, un suggerimento pratico capace di attivare la mia creatività di counsellor, attraverso la quale ciò che il cliente porta come difetto gli possa venire riproposto come opportunità, un nuovo stile di comunicazione verso l'esterno, che gli permetta di uscire dallo schema nel quale si sente intrappolato. Ed ora: grande voglia di applicare sul campo!
25 gennaio 2018Redazione
Paola – Corso Counselling

25

Gen2018
La lezione è stata molto intensa, a tratti faticosa. Dopo qualche giorno mi ritrovo a pensare senza nemmeno accorgermi al sistema-gomitolo e a quanto spesso io mi illuda, come individuo, di essere se non autosufficiente, almeno un po’ autonomo…macchè! Grazie Riccardo Nebel per questa esperienza spiazzante.
25 gennaio 2018Redazione
Testimonianza Corso Counselling

13

Feb2017
Tolstoj scriveva: “Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro. Ogni famiglia infelice è infelice a modo suo”. La famiglia è un microcosmo dentro il quale si muovono personaggi in cerca di felicità. Talvolta gli stimoli, l’amore, le risorse che questa realtà sprigiona, offrono occasioni di crescita e di cambiamento per ogni singolo membro. Altre volte invece, la famiglia si trasforma da recinto che protegge a gabbia che intrappola e il senso di appartenenza diventa faticoso da accettare. Ci sono tappe obbligatorie lungo il ciclo di vita della famiglia, transizioni che richiedono impegno e fatica, durante le quali le relazioni vanno ridefinite. Impossibile evitare questo passaggio, che inevitabilmente muoverà stati d’animo, pensieri e atteggiamenti, anche nell’ambiente circostante.
13 febbraio 2017Riccardo Nebel
Testimonianza Corso Counselling

01

Feb2017
Condividiamo le esperienze nelle quali ci siamo letteralmente "buttati", applicando ciò che per tanto tempo ci é sembrato teorico, astratto. Finalmente, sperimentiamo quanto stiamo imparando, nella maggior parte dei casi constatiamo che funziona, negli altri riconosciamo le nostre "impasse"... Viviamo le nostre prime difficoltà come sfide, ci apriamo alle osservazioni dei colleghi con grande interesse ed atteggiamento costruttivo, riconoscendone l'importanza. Bello vedere come siamo cambiati, cresciuti, quanta voglia di metterci in gioco ci accomuna e ci anima!
1 febbraio 2017Riccardo Nebel
Testimonianza Corso Counselling

10

Ott2016
La prima lezione del secondo anno ci presenta le tecniche del counselling sistemico e mi colpisce questa connotazione positiva, che mi suggerisce ancora uno strumento, un metodo per poter potermi predisporre in maniera accogliente verso un potenziale cliente facendolo sentire a proprio agio. Ci sono tanti pensieri che mi passano nella mente, letture e tecniche che mi sembra di non essere ancora in grado di mettere in pratica; ma è un sentire comune ad altri del gruppo. C’è ancora confusione, tante cose da imparare ma è come se lentamente si uscisse dal tunnel e si intravedesse un po’ di luce, qualche cosa che fa capire di più quelle tante nozioni acquisite, quei termini che iniziano ad essere usati e fanno meno paura . Soprattutto ritrovo chi ha già fatto il mio percorso e sta “dall’altra parte” che riesce a darmi serenità in ogni mio dubbio.    
10 ottobre 2016Redazione
Testimonianza Corso Counselling

30

Set2016
Nessuno di noi aspiranti counsellor nasconde un po' di nervosismo e reticenza nel mettersi in gioco... Per quanto di "gioco" si tratti, emerge la timidezza, la paura di mostrare l'eventuale incapacità di mettere in atto il nostro piccolo bagaglio di competenze (o incompetenze...?). All'inizio, interpretiamo i ruoli assegnati in maniera quasi teatrale, ma progressivamente ci lasciamo andare sulla strada del tentativo, consapevoli che questo esercizio supervisionato sarà fonte di spunti utili, soprattutto nel momento in cui verranno evidenziati gli errori commessi, tanto quanto le domande pertinenti poste. Avere intorno i compagni di corso attenti e "critici", é un tranquillo banco di prova per questa prima simulata. Che dire? Quanta voglia di provare e riprovare nell'intento di accorciare la strada tra l'aspetto teorico ed quello pragmatico... Vivo questa giornata come un "decollo"
30 settembre 2016Redazione
Testimonianza Corso Counselling

24

Feb2016
Partendo dall'assunto che "è impossibile non comunicare" mi viene da riflettere sulla potenza effettiva della comunicazione, in quanto elemento essenziale e insostituibile nella vita di ciascuno e nelle relazioni interpersonali. - Un gruppo di amici si confronta e porta il proprio pensiero fatto di esperienze personali, condivisioni, credenze, convinzioni, speranze. I racconti di ognuno si incontrano e intrecciandosi formano nuovi significati e diverse prospettive. La difficoltà nel raccontarsi quando è il momento di parlare o scrivere dì sé, del proprio vissuto attraverso errori e successi, dolore e piacere, paura e gioia. Rivivere, scrivendoli, i momenti importanti della tua vita e crescita soffermandoti a riflettere su cosa ti ha fatto soffrire o avresti cambiato, cosa ti è mancato e ti manca ancora adesso, cosa credevi e invece hai smesso di credere. Insomma, ciò che non ha funzionato. Dico "scrivendoli" perché così la tua biografia può prendere forma, la forma di ciò che è stato, in quel contesto e in quelle relazioni. Ma nel frattempo sei cresciuto e il significato e  la cristallizzazione dei disagi e la fatica di vivere possono assumere valori diversi, più attuali, rivisti e ri-adattati al presente, il qui e ora, in un nuovo ri-conoscersi. Allora puoi cominciare a credere che niente è così perché è prestabilito e immutabile o semplicemente perché sei fatto così o ti hanno plasmato così. - La parola "cambiamento" si inserisce prepotentemente nei miei pensieri di adulto, in cerca di un luogo tranquillo dove germogliare e il resto lo scoprirò solo vivendo, in un continuo divenire, trasformazione.... Come dire: il desiderio di avvicinarsi al vero sé e magari pensare di diventare, almeno approssimativamente, ciò che si sarebbe dovuto essere, è fonte di forte motivazione.
24 febbraio 2016Redazione
Testimonianza Corso Counselling

22

Feb2016
“Parlare è una necessità, ascoltare è un’arte” ( Goethe) L’ascolto è un rischio, perché nell’istante in cui ti poni in una prospettiva di ascolto, ti assumi la responsabilità di ciò che viene detto dall’altro, e questo ti cambierà, dentro, anche solo un poco, perché avrai allargato il cuore,  facendo spazio a nuovi contenuti, perché diventerai responsabile della persona che hai di fronte e capirai in qualche modo di volertene prendere cura, d’ora innanzi. L’ascolto coinvolge orecchie, occhi, cuore, pelle, anima, è un viaggio senza ritorno, un’esperienza che muove emozioni sconosciute, un’avventura che si dischiude sull’’ignoto, alla quale tuttavia, nonostante l’ apprensione, non saprai più rinunciare.
22 febbraio 2016Redazione
Testimonianza Corso Counselling

20

Feb2016
Sospesa a qualche centimetro da terra. Tutto intorno a distanze differenti stelle. Risplendono su uno sfondo notturno. Incantata davanti a tanta bellezza e un po disorientata. La volta celeste è grande e le stelle tante. La porzione di cielo visibile ad occhio nudo è piccola rispetto all' ampiezza della volta celeste così gli occhi per poterla vedere devono più volte postarsi su porzioni di cielo differenti, non è raro che si perda l' orientamento. Per un' astronoma alle prime armi orientarsi è difficile.Ogni tanto si avvicina qualcuno che con un telescopio prima indica lontano una stella, poi intere costellazioni raccontandone leggende e miti. Cosi le stelle iniziano a sembrare più familiari e le esplorazioni compiute iniziano a divenire piccole ancore di riferimento.
20 febbraio 2016Redazione
Testimonianza Corso Counselling

08

Gen2016
Quella di oggi per me  è stata una lezione particolarmente impegnativa dal punto di vista emotivo. Molto coinvolgente e interessante come sempre, ma il mio pensiero era rivolto ad altro: a me stessa e ad un problema che credevo ormai superato. Come posso aiutare gli altri a trovare nuovi significati e nuovi contesti quando per prima  mi sento intrappolata dalla premesse che ho su me stessa? Come potrà essermi possibile aiutare gli altri a vedersi in maniera diversa quando io per prima,ancora non riesco ad immaginarmi diversa da come gli altri mi vedono? Per me essere in questa scuola oggi è già un primo passo verso il cambiamento e nonostante  questi  pensieri a volte mi blocchino e mi facciano dubitare di me stessa,riconosco che il fatto di poterne parlare e confrontarmi mi è d'aiuto perché ho imparato che raccontarsi aiuta a farsi meno paura.
8 gennaio 2016Redazione
Testimonianza Corso Counselling

08

Gen2016
Ritornare a studiare dopo quasi 30 anni  mi avrebbe senz’altro presentato qualche difficoltà perché mi sentivo decisamente arrugginita ma la voglia di rimettersi in gioco mi dava comunque l’entusiasmo di riprendere qualche cosa che non facevo da tempo. Interessante l’esperienza del seminario su Luigi Boscolo in cui ho trovato una bella opportunità poter sentir parlare diversi relatori riuniti in quell’occasione per darci il loro apporto scientifico ed esperienziale
8 gennaio 2016Redazione
Testimonianza Corso Counselling

02

Nov2015
Lezione molto bella, ricca di spunti ed idee. Si torna a casa con molte domande e la voglia di rivedersi per continuare questo viaggio di scoperta
2 novembre 2015Redazione
Testimonianza Corso Counselling

23

Ott2015
Iniziare, fare il primo passo non è mai facile, ma se fai quel primo passo che ti fa entrare allora puoi avere accesso al nuovo, alla sperimentazione di te stesso, come singolo e come elemento di nuove relazioni: ecco siamo partiti! Oggi mi è sembrato di navigare in un oceano di conoscenze, nuovi concetti, punti di vista che non avevo mai minimamente considerato. Mentre ascoltavo e scrivevo è emerso in me un ricordo profondo, direi antico, di una storia del mio sussidiario delle elementari: era una storia che si intitolava "Sembra questo, sembra quello…" di M.E. Agostinelli, e alla fine mi ricordo che recitava: "Sembra questo, sembra quello… sembra brutto, invece è bello, sembra un cesto, ma è un cappello, sembra un monte, ma è un cammello… L’importante è di capire che si può sempre sbagliare, e che spesso non vuol dire quel che sembra e come appare…” Pazzesco, sono passati 25 anni, eppure eccomi immersa nell'imparare, nuovamente, nella sistemica che mi spinge a riconsiderare le mie premesse e ad indagare connessioni mai considerate
23 ottobre 2015Redazione

19

Ott2015
La lezione sul geogramma è stata molto interessante, un tassello in più nell'approfondimento della conoscenza delle relazioni familiari proprie e altrui. A partire da uno schema come linea guida del lavoro svolto in classe ho potuto riflettere sulla mia famiglia e confrontare le mie idee e il mio vissuto con quello degli altri, sempre tenendo a mente una mappa utile nella narrazione e nell'ascolto. Il genogramma è una rappresentazione grafica, un utile strumento che aiuta a fissare dei punti precisi nel racconto di sé.  Ascoltare gli altri ha permesso di fare emergere quelle differenze che fanno circolare le idee e quindi di confrontarsi per scoprire che ogni racconto assume un senso nel proprio contesto e in base al proprio vissuto e che può essere comunicato solo se viene accolto mettendo da parte le proprie premesse culturali e sociali.
19 ottobre 2015Redazione

30

Giu2015
Emozione. Sembra tutto diverso. Tutto è come prima, ma in realtà è tutto diverso. Emozioni forti…anche divertimento…non aver paura…apri la mente…buttati…
30 giugno 2015Redazione

30

Giu2015
L’incontro è stato super produttivo, stimolante e autoriflessivo! Ci ha permesso di riflettere sul nostro vissuto familiare, fare connessioni e pensieri: raramente ci si sofferma su di noi e sulle questioni filosofiche del “chi siamo, e da dove veniamo”. E’ stata una catarsi e una rielaborazione individuale… Ognuno di noi si è sentita contenuta e compresa ; contestualmente, mentre si ascoltava la narrazione altrui, qualcuna si è sentita “vicina”; si è “rispecchiata”, ridimensionando o ricontestualizzando i propri vissuti.. Il gruppo, nella sua totalità, è stato capace di creare un’atmosfera serena, empatica, di accoglienza, non giudizio, in cui ognuno si è sentito libero di aprirsi e “mettersi a nudo”…..si è creato complicità e unità gruppale, conoscendoci tutti un po’ di più!
30 giugno 2015Redazione

30

Giu2015
Qualche pensiero sulla prima giornata di studio alla Scuola di Counselling a Milano …mentre viaggio in treno verso Bologna ripenso alla lezione molto densa di contenuti e ricca di spunti di riflessione. L’effetto delle teorie di Boscolo e Cecchin, fondatori del Milan Approach, è come una specie di uragano che frantuma molte delle certezze e degli studi che la maggior parte di noi ha intrapreso fino ad approdare qui. Esco con il desiderio e la speranza di poter apprendere e sperimentare il loro modo di pensare. I risultati si vedranno tra tre anni alla fine del corso. E’ per me motivo di orgoglio dopo un periodo di ricerca su come investire al meglio il mio tempo e le mie energie in un percorso formativo di crescita avere oggi la certezza di aver fatto la scelta giusta per me e per la mia professione di animatore socio-culturale che esercito.
30 giugno 2015Redazione
Testimonianza Corso Counselling

30

Giu2015
Sabato: seconda giornata di questo primo anno, ma le facce — eloquenti — parlano soprattutto della sesta giornata consecutiva di lavoro… La doc alterna sapientemente proposte che chiedono di intervenire per decifrare muti filmati e di ascoltare pragmatici assiomi. Cosí¬ continuiamo nel pomeriggio il percorso che felicemente disarticola certezze e luoghi comuni. Tra qualche sorpresa e altre emozioni si arriva a sera. È sabato, lasciamo a fermentare gli interrogativi raccolti… da lunedí¬ cominceremo a rielaborare…
30 giugno 2015Redazione
Testimonianza Corso Counselling

30

Giu2015
Riflettere sul modo di guardare le proprie caratteristiche nel rapporto con l’altro, sia affettivo che professionale, aiuta a capire il proprio stile. La capacità di cambiare il modo di guardare vuol dire già cambiare.
30 giugno 2015Redazione
Testimonianza Corso Counselling

30

Giu2015
Storia Zen Un giovane, ma scrupoloso studente, si avvicinoÌ€ al suo Maestro e gli domandoÌ€: “Se lavoro duramente e mi applico con diligenza, quanto impiegheroÌ€ a realizzare lo Zen (pratica di meditazione)?” Il Maestro rifletté sulla domanda, ed infine rispose: “Dieci anni”. Lo studente allora disse: “Ma se mi applico molto, molto duramente, e mi sforzo veramente al massimo per imparare velocemente, quanto tempo?” Il Maestro rispose: “Bene, allora vent’anni”. “Ma se veramente mi impegno con ogni mia forza, quanto tempo?” Insistette il discepolo. “Allora trent’anni” replicoÌ€ il Maestro. “Ma io non capisco — disse lo studente deluso — ogni volta che dico che lavoreroÌ€ piuÌ€ duramente, Voi rispondete che impiegheroÌ€ piuÌ€ tempo. Perché dite cosiÌ€?” Il Maestro rispose: “Quando tieni un occhio rivolto al traguardo, hai solo un occhio rivolto al sentiero”.
30 giugno 2015Redazione
Testimonianza Corso Counselling

30

Giu2015
Ogni volta si esce trasformati…guardi il mondo dentro e fuori da te in modo diverso, con lenti nuove e mai usate prima! Scrivo queste riflessioni dopo alcuni giorni dall’incontro perché, come un buon bicchiere di vino, il tutto ha bisogno di decantare… Durante l’ultimo incontro abbiamo sperimentato una simulata e ho dovuto assumere il ruolo di counsellor all’interno di un colloquio con un adolescente. Tanti i pensieri e le riflessioni scaturite da questa esperienza intensa! Da questo ultimo incontro mi porto a casa la bellezza e la responsabilità intrise nell’utilizzo delle parole…un universo di senso e di assoluta soggettività! Vedremo cosa succederà nella prossima puntata!
30 giugno 2015Redazione
Testimonianza Corso Counselling

30

Giu2015
.. un’ altra lezione è terminata. Tornando a casa mi porto dietro tante emozioni diverse. Il timore di non essere riuscita a cogliere gli innumerevoli spunti della lezione, la pienezza per tutto quello che oggi abbiamo scoperto, il fastidio e la scomodità di quello che le lezioni muovono nell’intimità e un pizzico di commozione e speranza di fronte all’idea che esistano altri mondi possibili.
30 giugno 2015Redazione
Testimonianza Corso Counselling

30

Giu2015
Anche questa lezione è passata fra molte fatiche. Si intravedono dei punti, a volte semplicemente ne intuisco la presenza. Un po’ come dei Pixel presi singolarmente. Non è ancora chiara l’immagine che essi andranno a formare o se effettivamente si tratta di una sola immagine, non ne comprendo nemmeno le dimensioni, i colori e le misure. Si naviga a vista …
30 giugno 2015Redazione
Testimonianza Corso Counselling

30

Giu2015
In questa lezione siamo entrati nel vivo del metodo sistemico affrontando e sviscerando i concetti chiave di ipotizzazione, circolarità e neutralità. Questi concetti faranno parte del nostro metodo di lavoro negli anni a venire, ma sento che mi permettono già di guardare la realtà in un modo nuovo. Mi emoziona l’idea di assorbire e introiettare a poco a poco un modo di pensare che mi piace molto nelle sue basi teoriche e pragmatiche. E’ stata una lezione ricca anche per i casi pratici illustrati, sempre utili a fissare in modo chiaro ed esplicativo le basi teoriche.
30 giugno 2015Redazione
Testimonianza Corso Counselling

30

Giu2015
BAM! Apri gli occhi … e …. senza accorgertene, ti rendi conto che , a poco a poco, stai riempiendo la valigetta degli “strumenti del mestiere”, quelli del buon counsellor. Come quando la nebbia del mattino si dirada, inizi a intravedere meglio… . Da un lato, stai accrescendo la consapevolezza, dall’altro, inizi a conoscere e apprezzare le caratteristiche di ogni tecnica, presente nella valigetta. Ognuna ha un nome, uno scopo, un effetto positivo. Ora, osservando gli strumenti in azione, fanno meno paura; bisogna però, “maneggiarli” con cura e precisione se no, l’effetto indesiderato sarà dietro l’angolo … .  Questa valigetta più si fa carica di tecniche, e più fa diminuire l’ansia … perché il caos si sta facendo ordine!
30 giugno 2015Redazione
Testimonianza Corso Counselling

30

Giu2015
Giornate intense e ricche di stimoli, queste relative all’ascolto . Emergono difficoltà e qualità dei corsisti . Intense le simulate. Il mettersi in gioco è sempre una grande prova /sforzo personale ma, nel nostro corso , ci si sente autorizzati a farlo , e questo è importante per noi è per la nostra crescita.
30 giugno 2015Redazione
Testimonianza Corso Counselling

30

Giu2015
Le storie narrate seguono principi conosciuti.Cosí¬ il tempo percettibile  non ha uno sviluppo lineare e le sequenze sono scelte da chi le racconta. In esse agiscono donne e uomini che insieme ne costruiscono intrecci e significati. Al centro delle storie vi è la loro affettività,riconoscerla e comprenderla è il primo passo per poterne immaginare e generare di nuove.
30 giugno 2015Redazione
Testimonianza Corso Counselling

30

Giu2015
Domande riflessive, circolari, lineari, strategiche o orientate al futuro, che contengono suggerimenti, che cambiano inaspettatamente contesto, domande di comparazione di norme, di distinzione e di chiarificazione, domande che introducono ipotesi o che interrompono un processo…..domande….domande….domande….un groviglio di domande districato da Lella con pazienza e chiarezza.
30 giugno 2015Redazione
Testimonianza Corso Counselling

30

Giu2015
Ciò che può sembrare banale e inutile a molti è invece fonte di ricchezza, di crescita, di confronto, di apertura e di relazione, ma anche di scontro, di disaccordo e di delusione….questo è anche sistemica
30 giugno 2015Redazione

Testimonianze Allievi Mediazione

Testimonianza Corso Mediazione Familiare

18

Giu2018
Complessa e affascinante lezione sul Diritto di Famiglia e sulla sua evoluzione nel tempo. Soprattutto per gli allievi di formazione psico-educativa è stato interessante essere accompagnati a comprendere le differenze tra gli istituti del Matrimonio, delle Unioni Civili, delle Coppie di Fatto. Sembra che giurisprudenza e realtà si accompagnino a volte, mentre in altri casi sembrano camminare ognuno per la propria strada. Raffaella - II° anno Corso Mediazione Familiare
18 giugno 2018Redazione
Testimonianza Corso Mediazione Familiare

02

Mag2018
Riorganizzare la famiglia, partendo dal passato, pensando al presente e lavorando sul futuro, perché nonostante gli stravolgimenti e i cambiamenti che porta la separazione resta sempre una famiglia..una nuova famiglia Barbara - II° anno Corso Mediazione Familiare
2 maggio 2018Redazione
Testimonianza Corso Mediazione Familiare

30

Gen2018
Non è certo semplice trovare le parole giuste da usare quando si vuole comunicare ai propri figli che mamma e papà hanno deciso di separarsi, soprattutto se le parole che verrebbero da usare sanno di rabbia, colpa, sofferenze di tempi passati. La mediazione è l’opportunità di cercare parole nuove, per raccontare e spiegare un futuro prossimo ma non ancora del tutto ben definito e che siano centrate sull'affetto per i figli. Il mediatore accompagna così nella ricerca di queste Parole che abbiano un contenuto fermo e solido per tranquillizzare le ansie e le preoccupazioni  vissute dai figli di fronte ai cambiamenti che la separazione dei genitori porterà necessariamente con sè, parole che rafforzino il ruolo educativo dei genitori e che aprano ad un futuro di maggiore serenità per tutti, ma il mediatore aiuterà anche a trovare Parole che veicolino emozioni sincere e che invitino a relazioni oneste sia tra i figli e genitori, ma anche tra gli adulti stessi. Alessandra
30 gennaio 2018Redazione
Testimonianza Corso Mediazione Familiare

27

Gen2018
Questa prima giornata di corso in mediazione familiare mi ha fatto riscoprire la bellezza di iniziare un nuovo percorso. La gioia di mettermi in gioco, di conoscere nuove persone, di lavorare in gruppo; la voglia di imparare, migliorarmi, assorbire come una spugna tutto quello che può essermi utile oggi nel mio lavoro e domani quando sarò mediatrice. Penso che uno dei punti di forza di questo corso sia avere la possibilità di fare pratica e sperimentare quanto appreso a livello teorico. Mi sento arricchita e fiera di aver scelto questa strada.  Corso Mediazione FamiliareÈ ancora possibile iscriversi Per un colloquio gratuito: Dott.ssa Paola Rossi: +349 75 58 905 Segreteria: +02 48 15 350 E-mail:mediazione@cmtf.it
27 gennaio 2018Redazione
Testimonianza Corso Mediazione Familiare

28

Feb2017
Rispetto al tema trattato oggi “Colloqui di mediazione nei casi di presenza di nuovi partner . Rapporti con le famiglie di origine: la continuità delle relazioni familiari nel cambiamento” ho avuto modo di riflettere su due questioni in particolare: il cambiamento e come comunicarlo. Quando esponiamo il nostro punto di vista utilizziamo parole come : è un mio diritto, è assolutamente così, si deve. Tutte rimandano ad un idea di staticità , ineluttabilità e di isolamento. Nello specifico della mediazione gli ex coniugi portano la loro idea , ognuno per sé ,di avere il diritto ad un nuovo partner , che la vita deve essere riorganizzata secondo le proprie necessità ecc.. Per aiutare i coniugi ad accogliere il punto di vista dell’altro , credo che come futuri mediatori dovremmo aiutarli ad abbassare le barricate , condurli in un territorio di comune interesse (i figli) e aiutarli nell’ascolto attivo dell’ex coniuge per co-costruire dei nuovi scenari possibili. Avremmo fatto un passo avanti , saremmo usciti dalla staticità pronti per il cambiamento .Gi à questo è di per sé difficile. Trovare le parole per dire ad un bambino piccolo o ad un genitore anziano che papà e mamma non stanno più insieme , che ci sarà una nuova casa , e che succederanno cose diverse nella vita di tutti i giorni è forse ancora più arduo. Le parole degli adulti non sempre sono le stesse che utilizzano i bambini, i significati cambiano. Ecco ,forse il punto ,è trovare dei nuovi significati condivisi da dare a parole abituali . Forse così si uscirebbe dall’empasse di non sapere come dire che “se anche papà e mamma si separano non perderete nessuno e che dopo un periodo di assestamento potreste sentirvi felici di avere due case , fare cose speciali con il papà e conoscere il nuovo compagno di mamma ecc Il pensiero diventa flessibile , abbandona vecchie posizioni e di dispone verso l’altro , ci se mette nei suoi panni si utilizzano le sue parole per creare un linguaggio nuovo e insieme si cambia. Milena
28 febbraio 2017Riccardo Nebel
Testimonianza Corso Mediazione Familiare

08

Mar2016
Oggi è stato davvero interessante vedere la pragmatica messa in pratica, scusate il gioco di parole. Soprattutto vedere come le domande giuste hanno messo in moto la mediazione familiare nonostante fossimo in una simulata. Io l'ho definita "magia" della mediazione sistemica. Pragmatica della comunicazione umana.Mediazione sistemica Vuoi informazioni sul corso di mediazione? Clicca qui  
8 marzo 2016Redazione
Testimonianza Corso Mediazione Familiare

27

Feb2017
La lezione  è stata molto interessante e basata principalmente sull'analisi del primo contatto telefonico fra chi è interessato alla mediazione e il centro di mediazione stesso. Una lezione che poteva apparentemente sembrare semplice, mentre è risultata avere più sfumature e aspetti da non sottovalutare: anche il primo approccio con il centro e la modalità di presentazione assumono una certa valenza al fine di agevolare la comprensione delle problematica e delle necessità del soggetto. Già dalla prima telefonata è importante riuscire ad avere quante più informazioni possibili per capire quale tipo di percorso il soggetto necessita e per indirizzarlo correttamente. Anche in questa occasione è stato svolto un role planning con simulazione della prima telefonata al centro.
27 febbraio 2017Riccardo Nebel
Testimonianza Corso Mediazione Familiare

10

Feb2017
Uno degli obiettivi della mediazione è quello di arrivare ad una riorganizzazione condivisa che tenga conto del tempo della mamma, del tempo del papà e delle esigenze dei figli. In questo modo e con una corretta comunicazione, per dirla con I. Bernardini, i figli della "famiglia separata" saranno, come tutti gli altri figli, un po' tristi e un po' felici. Erika
10 febbraio 2017Riccardo Nebel
Testimonianza Corso Mediazione Familiare

31

Gen2017
Durante questo incontro abbiamo compreso l’importanza del ruolo del Mediatore rispetto al coinvolgimento dei figli nell'ambito della mediazione; esso infatti assume la rappresentanza dei bambini, richiamando costantemente al loro interesse. È stato interessante apprendere come la domanda di “Quando e come coinvolgere i figli nella mediazione” non esige una risposta: i figli sono infatti sempre presenti, dall'inizio alla fine della mediazione. La loro presenza viene richiamata attraverso la presentificazione, di fondamentale importanza nel processo di elaborazione della vicenda familiare da parte del genitore, troppo spesso celata da stati d’animo di malessere
31 gennaio 2017Riccardo Nebel
Testimonianza Corso Mediazione Familiare

21

Gen2017
Questa la definizione di famiglia: “ In senso ampio, comunità umana, diversamente caratterizzata nelle varie situazioni storiche e geografiche, ma in genere formata da persone legate fra loro da un rapporto di convivenza, di parentela, di affinità, che costituisce l’elemento fondamentale di ogni società”. (enciclopedia Treccani). Come abbiamo visto in concreto però, in realtà questo concetto è strettamente soggettivo e diverso per ogni persona, come è emerso dal genogramma che ognuno di noi ha rappresentato per la propria famiglia. Punti salienti quindi della lezione sono per me: non usare come categoria mentale quando parlo con una persona, l’idea e il concetto che ho io personalmente di famiglia in quanto senz’altro non sarà coincidente con quello della persona che mi sta davanti. dietro ogni genogramma, dietro ogni storia famigliare, c’è molto di più di quanto possiamo riprodurre schematicamente su carta: da tenere assolutamente presente quando trattiamo con una coppia.
21 gennaio 2017Riccardo Nebel
Testimonianza Corso Mediazione Familiare

11

Nov2016
Pensando alla lezione con Valeria Fassi mi è venuta in mente una canzone, “C'è tempo “ di Ivano Fossati che diceva “C'è un giorno che ci siamo perduti, come smarrire un anello in un prato e c'era tutto un programma futuro, che non abbiamo avverato”. Della giornata di formazione sui colloqui individuali e di coppia mi porto a casa la potenza del ritrovare, dopo tutto il silenzio e i rancori, una narrazione condivisa, nella consapevolezza che “c'era tutto un programma futuro che non abbiamo avverato”, e questa è pur sempre una corresponsabilità. E come il mediatore può creare un contenitore rassicurante per la coppia che l'aiuti ad uscire dall'immobilismo frustrante e doloroso e ad intravedere spiragli di luce verso futuri possibili. Federica
11 novembre 2016Riccardo Nebel
Testimonianza Corso Mediazione Familiare

18

Feb2017
Gli incontri sono sempre ricchi di spunti e suggerimenti stimolanti, in particolare ho trovatoutile la lezione sulla questione patrimoniale per alcuni aspetti: - il mito dell'amore romantico ("contiamo solo noi due") rende ancora più dolorosa l'eventuale separazione, le persone rischiano di sentirsi tradite e/o fallimentari su entrambi i piani, sia quello relazionale che quello economico, - perciò è importante, attraverso la mediazione, differenziare i canali ed evitare la sovrapposizione trattando un solo canale per volta (metafora del corpo umano), - alla ricerca della soluzione più etica possibile (non è possibile pareggiare i conti ma si può promuovere una decisione equa che riconosca pari dignità e non permetta un evidente squilibrio tra le parti).
18 febbraio 2017Riccardo Nebel
Testimonianza Corso Mediazione Familiare

10

Ott2016
L'incontro è stato molto interessante e formativo. In particolare ho trovato molto stimolante da un punto di vista operativo la lettura della coppia nei suoi diversi livelli: genitoriale e coniugale, che ne permette una lettura complessa e non lineare. In tutto l'incontro è poi emersa l'importanza della condivisione e della fiducia da creare nei primi colloqui di mediazione, necessarie per poter aiutare le persone ad orientarsi verso un futuro migliore.
10 ottobre 2016Redazione
Testimonianza Corso Mediazione Familiare

20

Set2016
L'incontro è stato molto interessante e formativo. In particolare ho trovato molto stimolante da un punto di vista operativo la lettura della coppia nei suoi diversi livelli: genitoriale e coniugale, che ne permette una lettura complessa e non lineare. In tutto l'incontro è poi emersa l'importanza della condivisione e della fiducia da creare nei primi colloqui di mediazione, necessarie per poter aiutare le persone ad orientarsi verso un futuro migliore. Elena
20 settembre 2016Redazione
Testimonianza Corso Mediazione Familiare

10

Mar2016
Al termine della lezione di Diritto di Famiglia rifletto sul fatto che la Famiglia è fortemente in crisi e non ritengo che questo sia causato da unioni civili o matrimoni tra omosessuali. Il punto fondamentale è, però, il diritto dei minori ad avere una famiglia, e mi piace pensare che ci siano ancora professionisti sensibili e competenti, quali avvocati e mediatori familiari, che contribuiscono a tutelare tale diritto. Maria Chiara
10 marzo 2016Redazione
Testimonianza Corso Mediazione Familiare

09

Mar2016
Volendo esemplificare in una parola l’incontro di oggi mi viene in mente: “pragmaticità”.Tutti i temi trattati hanno, infatti, un comune denominatore che può essere rappresentato dal taglio pratico con cui gli argomenti vengono presentati;  il lavoro di gruppo, poi, arricchisce ulteriormente gli incontri e facilita l’assimilazione  dei concetti  favorendone altresì la  trasformazione in strumenti operativi. Ivana
9 marzo 2016Redazione
Testimonianza Corso Mediazione Familiare

30

Gen2016
Se la premessa è che ognuno di noi ha la sua storia, la sfida potrebbe essere il far si che i nostri mondi, a volte così distanti tra loro, trovino il modo di incastrarsi in un meccanismo funzionante. Erika    
30 gennaio 2016Redazione
Testimonianza Corso Mediazione Familiare

24

Gen2016
Riflettendo su una possibile immagine che possa illustrare la giornata formativa di oggi, rifacendomi anche idealmente alla barca a vela di cui Lella è o comunque era molto appassionata, mi viene da dire che "se ieri ho vissuto la giornata come il vento che ha spazzato via i dubbi più grossi sulla figura del mediatore, oggi è stato il varo della nuova barca e l'inizio del suo viaggio in mare, pur non conoscendo la direzione che prenderà". Luca
24 gennaio 2016Redazione
Testimonianza Corso Mediazione Familiare

23

Gen2016
La via per imparare è lunga se si procede per regole, breve e efficace se si procede per esempi.  (Seneca) Ciò che mi porto via dal primo incontro è rinnovare il piacere e l'efficacia di apprendere dall'esperienza. Barbara
23 gennaio 2016Redazione
Testimonianza Corso Mediazione Familiare

01

Gen2016
Riflettendo su una possibile immagine che possa illustrare la giornata formativa di oggi, rifacendomi anche idealmente alla barca a vela di cui Lella è o comunque era molto appassionata, mi viene da dire che "se ieri ho vissuto la giornata come il vento che ha spazzato via i dubbi più grossi sulla figura del mediatore, oggi è stato il varo della nuova barca e l'inizio del suo viaggio in mare, pur non conoscendo la direzione che prenderà". Luca
1 gennaio 2016Redazione